
Utilizzando la metafora come via privilegiata per rappresentare
la propria realtà individuale ed originale –"triste quella vita
(scriveva Leopardi nello Zibaldone) che non vede, non ode, non sente
se non oggetti semplici, quelli soli di cui gli occhi, gli orecchi
e gli altri sentimenti ricevono la sensazione"- i ragazzi hanno elaborato
una nutrita e fantasiosa serie di espressioni figurate per descrivere
gli elementi essenziali del proprio volto. Guidati dall'insegnante
di artistica, hanno disegnato a matita i propri autoritratti; lungo
i contorni delineati hanno poi trascritto –seguendo la tecnica
del calligramma– le metafore create per la definizione dei propri
lineamenti.
Gli "autoritratti fantastici" risultano quindi una personale
combinazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile,
tra l'immagine che ciascun ragazzo presenta esternamente e ciò
che ciascuno più autenticamente riconosce all'interno di sé stesso.
Insegnante di Italiano Anna Zambelli
Insegnante di Educazione Artistica Alessandra Barucco
Anno scolastico 1998-99