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La poesia in classe

LAVORI DI VERSI - Scuola Media G. Pascoli di Anzola dell'Emilia

Lavori di versi


Si è ritenuto importante, nell'età della preadolescenza
(a cominciare dalla prima media), non far perdere al
ragazzo il contatto con una percezione ancora
ludico-creativa della parola e del testo, in modo
da poterne sfruttare le potenzialità, per stabilire
un atteggiamento via via più consapevole e maturo
nei confronti della lettura-scrittura, senza perderne
l'originario piacere. In particolare nella poesia, proposta
come oggetto non alto e distante, ma vicino all'esperienza
di ciascuno, il ragazzo ritrova un mondo di emozioni e di
stimoli in parte già conosciuto, ma ancor più ricco
di suggestioni e di anticipazioni, di potenziale crescita.
In un percorso articolato lungo i tre anni è possibile
valorizzare l'apertura e la disponibilità del bambino,
non ancora censurate dall'autocritica, per innestare
un solido e positivo rapporto con la lettura-scrittura
del futuro adulto.

Il primo presupposto metodologico di tale lavoro
è che "a insegnare la poesia sono le poesie" (A. Porta);
in altri termini, è dalle poesie stesse che scaturisce
un forte stimolo all'espressione creativa, fuori dagli
stereotipi; secondo presupposto, è il fare diretto
che coinvolge il ragazzo nella riflessione sulla poesia,
in quanto è interessato a concentrare il proprio impegno
per ottenere un risultato valido per il gruppo;
terzo presupposto è che tramite il confronto e la ricerca,
ciascuno trova quasi sempre una soluzione valida e
produce qualcosa che inizialmente non pensava di
saper fare.

Primo percorso: Poesie a tema: partendo da un
suggerimento tematico (per es. il mare, gli occhi, il
fiore), si sono costituiti serbatoi di parole e di immagini,
operando secondo il modello delle famiglie lessicali e delle
libere associazioni; l'insegnante ha quindi fornito una
serie di poesie sul tema prescelto da cui attingere spunti.
La produzione di testi avviene quindi per selezione,
combinazione, rielaborazione dei materiali. Si procede
poi alla scoperta di criteri riconosciuti insieme come
essenziali, quali l'efficacia, la coerenza, la densità
suggestiva. Dopo una comune lettura di alcuni campioni
prodotti, ne vengono individuati gli elementi deboli, quindi
ciascuno cerca le opportune varianti migliorative al proprio
testo.

Secondo percorso: Reti metaforiche. Partendo da
un'immagine centrale (es. la burrasca) se ne individuano
le connotazioni metaforiche. Prescelto un soggetto in cui
i ragazzi si identificano immediatamente (una mattinata
scolastica molto movimentata), se ne sviluppano con coerenza
tutte le possibilità, secondo i meccanismi di spostamento
del significato e della coerenza associativa; la scelta di
un registro di tipo comico implica quindi l'attenzione a
ulteriori vincoli linguistici e stilistici.

Terzo percorso: Forme e significati. Partendo da testi
fortemente connotati sul piano fonico e ritmico (Pascoli,
Caproni, Piumini), si è riscontrato, tramite la diretta
manipolazione dei testi, il rapporto tra
suoni/ritmi/significati/emozioni; si sono quindi
realizzati testi personali che utilizzassero gli effetti
sperimentati.

Quarto percorso: Alla scoperta di sé stessi.
Utilizzando testi poetici, si sono cercati spunti e
suggestioni per esprimere ricordi e stati d'animo
(Ungaretti), desideri e sogni (E. Dickinson, M. Argilli),
cambiamenti e trasformazioni del proprio modo di essere (R. Bisio).

Quinto percorso: Poesia a tema: la notte. Sono stati
presentati alcuni grandi testi di poesia tra Ottocento e
Novecento (Foscolo, Leopardi, Pascoli, D'Annunzio; Gatto,
Cardarelli, Caproni, Penna): sono state raccolte liste
lessicali e sintagmatiche, procedendo poi
come già
descritto nel primo percorso.

Sesto percorso: Parliamo di sentimenti. Dopo aver letto e
analizzato alcune dense liriche di Emily Dickinson, se ne sono utilizzati
schemi e stilemi per descrivere la propria interiorità e il proprio
rapporto con alcune persone particolarmente significative. Notevoli
risonanze ha quindi prodotto la rielaborazione di Zia, di S.Benni,
in cui la quotidianità della vita lavorativa fa da sfondo all'espressione
dei rapporti con gli altri.

Classi e insegnanti coinvolti

Ha guidato i laboratori la prof. Anna Zambelli.
Hanno collaborato:
prof. Giacomo Ciacci,
prof. Manuela Casolari,
prof. Fiorenza Fantini,
prof. Daniela Berti,
prof. Maria Benati